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Per Momo

Mio dolce Momo, gli ultimi giorni hanno messo a dura prova il mio fragile cuoricino.
Faccio ancora molta fatica anche solo ad accettare ciò che è successo. Processarlo del tutto sarà ancor più complicato.

In un lasso di tempo così breve, hai completamente stravolto la mia esistenza. Mi hai provocato tanta gioia e risate, e ora la tua assenza mi riempie di dolore e desolazione. Un tormento atroce ed alienante, come se migliaia di piccoli aghi mi bucassero le carni e si facessero lentamente largo fra le pieghe del mio esile petto.

Devo confessare che non piangevo in questo modo da molteplici anni, probabilmente da quando è venuta a mancare mia madre.
E sinceramente? Non riesco davvero a smettere di piangere, non importa quanto io ci provi.

Il silenzio in casa di nonna è pesante ed insostenibile, e ogni angolo ci ricorda di te.

In queste ultime mattinate, svegliarsi e varcare la soglia della cucina, mi portava inevitabilmente a chiudermi in bagno a piangere.

La flebile e irrazionale speranza di vederti appollaiato sul divano come facevi sempre, ma non trovare nulla se non il silenzio che hai lasciato.

Ricordare quante volte, non appena si apriva la porta della camera da letto, tu correvi verso di noi, coi tuoi deboli miagolii, e saltavi sul materasso a darci il buongiorno.

Continuo a guardare le tue foto e a ricordare i nostri ultimi mesi.
Non abbiamo avuto modo di passare molto tempo insieme, eri così giovane dopotutto, ma custodirò sempre ogni più piccolo ricordo con te come un piccolo tesoro di cui andar fieri. Di cui essere tremendamente felici e grati.

Anche solo l'idea di riuscire a colmare il vuoto che la tua assenza ha lasciato dentro me, mi risulta impossibile.

Quando ero giù, quando non riuscivo a distaccarmi da me stesso e dalle mie paranoie insensate, quando sentivo di affogare, sapevo di poter rifugiare le mie mani scorticate nel tuo morbido pelo fatto di zucchero filato e miele.

Eri un porto sicuro per un'anima flagellata.

Un'amore così grande che scompare da questa Terra, dovrebbe provocare in essa un sussulto più impetuoso e tragico. Incrinare il telo della realtà che ci racchiude. Sporcarlo e gettarlo nell'abisso.

Eppure così non è.

La crudeltà di questo mondo lascia spesso esterrefatti le anime sensibili come la mia.

Null'altro cessa. Tutto continua a scorrere dolcemente, incurante del vuoto formatosi.

Ma dove prima c'era quel vuoto, prima c'eri tu. E per me questo fa tutta la differenza del mondo.

Non siamo mai riusciti davvero a capire se fossi stato abbandonato da qualcuno, ma ti sei materializzato dinnanzi alla nostra finestra, durante quella fredda serata di Novembre, e non abbiamo potuto far altro che accoglierti nella nostra dimora e prenderci cura di te come meglio potevamo.

Sono incredibilmente felice tu ci abbia scelto come la tua famiglia. Averti con noi ci ha reso immensamente più felici e ci ha fatto sognare in modi che prima non pensavamo possibili.
Spero sia stato lo stesso per te, anche solo un pochettino. Ma ho comunque motivo di credere che sia così.

Avrei voluto fare molto di più, sai? Nutro molti sensi di colpa. Continuo a pensare a tutto ciò che avrei potuto fare per salvarti in tempo dalla tua malattia.
Se solo ce ne fossimo resi conto prima, forse saresti ancora qui.
Se solo fossimo entrati in casa, anche pochi minuti prima della tua crisi, per sollevarti da terra e aiutarti, forse sarebbe andato tutto diversamente

Ma è tutto inutile. Non posso dare colpe a nessuno, neanche a me stesso. Abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere, almeno è ciò che mi sento dire intorno a me. Lo accetto come vero, mi acquieta quanto basta per non flagellarmi ulteriormente.

Eppure questi sensi di colpa mi divorano dall'interno, lacerano ogni parte di me e la gettano in un inferno di mia stessa creazione. Sorridere, provar piacere in qualsivoglia attività, stare bene... Ognuna di queste cose mi porta a rivolgere un senso di disgusto nei miei stessi confronti. Come se non meritassi di vivere in un mondo che ti ha così duramente castigato. Un mondo dove la tua assenza è rabbia ed angoscia.

Vado ogni giorno nel posto in cui ti abbiamo seppellito. Sto lì diverso tempo, ricordo ciò che sei stato e ciò che il nostro legame ha significato per me. Non lo dimenticherò mai.

La mia unica speranza è di essere riuscito a farti sentire al sicuro, a casa e profondamente amato nel breve tempo che abbiamo trascorso insieme.

Meritavi il mondo, e io ho cercato di dartelo. Ti ringrazio ancora per tutto l'amore che ci hai donato e per averci migliorato la vita.

Non credo tanto nell'aldilà, ma se esistesse un piccolo paradiso per gatti buoni e coccoloni come lo sei stato tu, beh, ne sarei immensamente grato.

Riposa in pace, piccolo mio, ti vogliamo un bene dell'anima. ❤️